Usura bancaria

In base all’art. 644 c.p., per usura bancaria si intende il fatto di prestare denaro a tassi che vanno oltre ad una determinata soglia di usura fissata per legge. In particolare, dal 1996, il legislatore, sottraendo questa valutazione al giudice, in quanto la legge non aveva stabilito tassi specifici, ha individuato dei parametri generali con la legge n. 108/1996 e, in particolare ha stabilito il cd. tasso soglia per ogni operazione.

Prima di tale normativa, i termini e le condizioni dell’erogazione del credito erano rimessi alla volontà delle parti e questo finiva indubbiamente per avvantaggiare la parte contrattualmente la quale dettava termini e condizioni in maniera arbitraria, stante l’assenza di regole.

In assenza di specifiche soglie individuate dal legislatore, accadeva dunque che le banche addebitassero elevati costi al cliente. Si parla di usura bancaria, dunque, quando il tasso calcolato supera il tasso soglia previsto per la specifica operazione.

Inizialmente, l’usura veniva considerata quale delitto posto in essere in lesione del sol patrimonio del singolo mentre adesso si ritiene possa essere considerata quale delitto posto in lesione dell’economia pubblica e della libertà di autodeterminazione contrattuale.

La disciplina generale dell’usura bancaria è contenuta nell’art. 1815 c.c., nella legge succitata del 1996 che ha inoltre apportato modifiche all’art. 644 del codice penale, che disciplina il reato di usura bancaria e, infine nelle leggi 24/2001 e 106/2011 che dieci anni dopo ha apportato modifiche sul tasso soglia. Se infatti prima il calcolo dell’interesse usuraio veniva calcolato maggiorando della metà i tassi medi rilevati per categoria di operazione, adesso, dalla entrata in vigore del 2011, il TEGM (tasso effettivo globale medio oppure tasso soglia dell’usura) deve essere aumentato di un quarto a cui si aggiunge un margine di ulteriori quattro punti percentuali. Seppur nelle premesse la modifica era aveva lo scopo per tutelare maggiormente i contraenti ha finito per favorire gli istituti bancari con l’aumento dei tassi soglia oltre i quali il tasso diventa usurario.

Prima dell’intervento normativo era impensabile pensare che le banche applicassero interessi usurari. Tutto avevano già sviluppato una posizione a riguardo ma dal punto di vista generale l’usura era sempre stata collegata ad un fenomeno vicino alla criminalità organizzata e non alle banche, Con le modifiche legislative di cui alla legge del 1996 e alcune pronunce della Cassazione Penale, l’usura bancaria è stata legittimata e riconosciuta come reato a tutti gli effetti.

Usura Bancaria: i riferimenti normativi

In base all’art. 1815 c.c, se nel contratto si è deciso per tassi usurai, la clausola è nulla e gli interessi non sono dovuti dalla parte contro la quale è apposta la clausola.

La legge 108/1996, oltre ad aver introdotto la soglia oltre la quale prestare denaro è considerato reato, ha introdotto le aggravanti del reato di cui all’art. 644 c.p. stabilendo che la condizione di bisogno rileva non per la configurazione del reato ma come condizione di aggravio della fattispecie delittuosa stessa. La legge del 1996 ha inoltre avuto il grande merito di istituire il fondo vittime di usura.

Nel 2001 il legislatore ha introdotto una disposizione in tema di c.d. “usura pattizia”, in quanto, secondo il legislatore si intendono usurari gli interessi che superano il limite stabilito dalla legge nel momento in cui essi sono promessi o comunque convenuti, a qualunque titolo, indipendentemente dal loro pagamento (c.d. usura contrattuale o usura pattizia).

Infine la legge del 2011 (l. 106/2011) ha modificato il calcolo del tasso di soglia come già precisato.

Che cosa sono gli interessi usurai?

Si tratta degli interessi applicati oltre il c.d. “Tasso soglia” rispetto ad una specifica operazione di riferimento (ad esempio, aperture di credito oltre i 5.000 euro, per i mutui ipotecari a tasso fisso e tasso variabile, per i prestiti chirografari, ecc, ecc…). e sono stabiliti dalla legge. Tali tassi devono essere valutati sia nella fase contrattuale che nella fase di applicazione.

Tassi soglia

In base all’art. 2 della L. 108/96, i tassi sogli sono rilevati in base ai tassi medi (TEGM) pubblicati dal Ministero del Tesoro con decreto. I tassi soglia sono calcolati aumentando della metà i tassi medi pubblicati dal Ministero del Tesoro fino al secondo trimestre del 2011. Il TEGM viene rilevato dalla banca d’Italia per il MEF ogni tre mesi. Il TEGM, comprensivo di commissioni, di remunerazioni a qualsiasi titolo e spese, escluse quelle per imposte e tasse, si riferisce agli interessi annuali praticati dalle banche e dagli intermediari finanziari per operazioni della stessa natura.

Usura soggettiva

Accanto a parametri puramente oggettivi, la norma ha introdotto nuovi parametri cosiddetti “soggettivi”.
Il terzo comma dell’ art. 644 c.p. stabilisce che si devono considerare allo stesso modo tassi usurai seppur inferiori ai tassi soglia, quei tassi che, avuto riguardo alle concrete modalità del fatto e al tasso medio praticato per operazioni similari, risultano comunque sproporzionati rispetto alle prestazioni di denaro […], quando chi li ha dati o promessi si trova in condizioni di difficoltà economica o finanziaria.

Questa specifica previsione viene considerata usurarietà in concreto e viene valutata dal giudice a prescindere dal tasso legale, qualora ricorrano due presupposti rinvenibili nella situazione di difficoltà economica o finanziaria del soggetto passivo e nella sproporzione degli interessi pattuiti rispetto alle concrete modalità del fatto.

Giurisprudenza sull’usura bancaria

Cass. pen. n. 709/2014
In tema di usura, lo stato di bisogno in cui deve trovarsi la vittima per integrare la circostanza aggravante di cui all’art. 644, comma quinto, n. 3 cod. pen. può essere di qualsiasi natura, specie e grado e può quindi derivare anche dall’aver contratto debiti per il vizio del gioco d’azzardo, non essendo richiesto dalla norma incriminatrice che il predetto stato presenti connotazioni che lo rendano socialmente meritevole.
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 709 del 10 gennaio 2014)

Cass. pen. n. 8353/2013
In tema di reato di usura, il giudice è tenuto ad accertare motivatamente la natura usuraria degli interessi mediante specifico riferimento ai valori determinati dal decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze vigente all’epoca della pattuizione e da aumentare della metà, onde raggiungere il tasso – soglia, ai sensi dell’art. 2 legge n. 108 del 1996.
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 8353 del 20 febbraio 2013)

Cass. pen. n. 45786/2012
Nella circonvenzione di incapace, reato a condotta plurima, qualora i momenti della “induzione” e della “apprensione” non coincidono, il reato si consuma all’atto della “apprensione”, che produce il materiale conseguimento del profitto ingiusto nel quale si sostanzia il pericolo insito nella “induzione”. (La S.C. ha precisato che la condotta di induzione perde di rilievo autonomo ove il reato si protragga sino alla commissione di successivi atti appropriativi, ripetuti nel tempo, i quali non costituiscono mero “post factum” non punibile, ma integrano la complessiva fattispecie delineata dalla norma incriminatrice).
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 45786 del 23 novembre 2012)

Cass. pen. n. 25328/2011
La circostanza aggravante speciale di cui all’art. 644, comma quinto, n. 4, c.p. è configurabile per il solo fatto che la persona offesa eserciti una delle attività protette, a nulla rilevando che il finanziamento corrisposto dietro la promessa o dazione di interessi usurari non abbia alcuna attinenza con le predette attività. (Fattispecie nella quale il soggetto passivo esercitava attività d’impresa, ma il finanziamento ricevuto era stato impiegato per l’acquisto di un immobile non direttamente impiegato nella predetta attività). (Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 25328 del 24 giugno 2011)

Cass. pen. n. 18343/2011
Gli effetti cambiari consegnati dal debitore a garanzia o a pagamento del prestito usurario costituiscono il profitto del reato, che può formare oggetto esclusivamente di confisca facoltativa, misura questa non applicabile in sede di esecuzione.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 18343 del 10 maggio 2011)

Cass. pen. n. 17157/2011
È configurabile il concorso nel reato di usura del soggetto incaricato di recuperare il credito usurario che riesca ad ottenerne il pagamento.
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 17157 del 3 maggio 2011)

Cass. pen. n. 43713/2010
In tema di usura, lo stato di bisogno va inteso non come uno stato di necessità tale da annientare in modo assoluto qualunque libertà di scelta, ma come un impellente assillo che, limitando la volontà del soggetto, lo induca a ricorrere al credito a condizioni usurarie, non assumendo alcuna rilevanza né la causa di esso, né l’utilizzazione del prestito usurario.
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 43713 del 10 dicembre 2010)

Cass. pen. n. 28743/2010
Nella determinazione del tasso di interesse, ai fini di verificare se sia stato posto in essere il delitto di usura, occorre tener conto, ove il rapporto finanziario rilevante sia con un istituto di credito, di tutti gli oneri imposti all’utente in connessione con l’utilizzazione del credito, e quindi anche della “commissione di massimo scoperto”, che è costo indiscutibilmente legato all’erogazione del credito.
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 28743 del 22 luglio 2010)

Cass. pen. n. 5231/2009
I delitti d’usura e di estorsione concorrono ove la violenza o la minaccia, assenti al momento della stipula del patto usurario, siano in un momento successivo impiegate per ottenere il pagamento dei pattuiti interessi o degli altri vantaggi usurari. (La Corte ha precisato che sussiste per contro il solo reato di estorsione ove la violenza o la minaccia siano usate “ab initio” al fine di ottenere la dazione dei suddetti vantaggi). (Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 5231 del 5 febbraio 2009)

Cass. pen. n. 45152/2008
In tema di usura, lo stato di bisogno consiste in una situazione che elimina o comunque limita la volontà del soggetto passivo e lo induce a contrattare in condizioni di inferiorità psichica tali da viziare il consenso. (La Corte ha precisato che la prova dello stato di bisogno può aversi anche soltanto in base all’evidenza dell’aver fatto la vittima ricorso ad un prestito a condizioni tanto inique). (Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 45152 del 4 dicembre 2008)

Cass. pen. n. 44899/2008
In tema di delitto di usura, la rilevante entità della misura degli interessi pattuiti o corrisposti dà prova anche dello stato di bisogno della persona offesa e della consapevolezza di tale stato da parte dell’agente.
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 44899 del 2 dicembre 2008)

Fonti sull’usura bancaria

www.brocardi.it

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