Adempimenti in caso di Successione

La morte di una persona non determina solo il venire meno fisico di un soggetto ma anche il venire meno di tutti i rapporti giuridici che facevano capo a quella persona. Sorge quindi il problema circa la sorte dei rapporti giuridici che facevano capo al defunto e degli adempimenti da svolgere da parte degli eredi e dei legatari.

È necessario precisare che l’erede è colui che subentra al testatore in tutto il suo patrimonio o in una quota di esso, e risponde dei debiti ereditari. Il legatario, invece, acquisisce diritti patrimoniali specifici, e non risponde dei debiti ereditari.

Esistono vari tipologie di successione:

  • la successione a titolo universale (che può essere legittima o testamentaria): quando una persona acquista tutti diritti ed obblighi del defunto o subentra in una quota degli stessi e sarà quindi un erede
  • la successione a titolo particolare: quando una persona acquista solo uno o più diritti od obblighi determinati. Vi sarà quindi un legatario che verrà istituito nel un testamento dal de cuius.

Attività da svolgere dopo la morte del de cuius

La successione ereditaria si apre con la morte del soggetto e rappresenta una fase di passaggio del patrimonio del de cuius – la persona defunta che lascia una eredità – da un soggetto ad un altro.

La prima attività a cui sono chiamati gli eredi è la presentazione della denuncia di morte presso l’Ufficio dello Stato Civile del Comune di residenza del de cuius. Tale adempimento potrà essere fatto anche dall’impresa funebre. Prima della sepoltura vera e propria gli eredi dovranno poi rivolgersi all’Ufficio di Stato civile per avviare le pratiche cimiteriali.

È necessario presentare la c.d. “dichiarazione di successione” presso l’Agenzia delle Entrate. Questa attività deve essere fatta dagli eredi – qualunque erede, non c’è la necessità che venga fatta da uno specifico erede e una volta fatta, vale per tutti gli eredi e i legatari – entri 1 anno dal decesso del de cuius.

L’imposta sulle successioni e donazioni, precedentemente eliminata, è stata reintrodotta dalla legge n. 286/2006 e si applica a tutte le successioni apertesi dal 3 ottobre 2006.

Dopo la presentazione della dichiarazione di successione devono essere eseguite altri adempimenti: in relazione alla patente di guida del de cuius che deve essere riconsegnata alla motorizzazione civile, così come il passaporto e il porto d’armi che vanno riconsegnati alla Questura competente.

Per quanto riguarda gli altri documenti, la carta d’identità, il certificato elettorale ed il libretto di pensione possono essere restituiti al Comune;

Cosa succede ai contratti del de cuius?

Per quanto concerne il contratto di lavoro, gli eredi avranno diritto alla liquidazione della retribuzione maturata e non percepita, dell’indennità di fine rapporto e di tutti i diritti derivanti dal contratto di lavoro. Il diritto degli eredi di richiedere tali somme si prescrive in cinque anni dal momento dell’apertura della successione. Gli eredi avranno cinque anni per fare questi adempimenti.

Nel caso in cui il de cuius sia già in pensione, deve essere informato l’ente che eroga la pensione. Nel caso dell’Inps, deve essere presentato presso l’ufficio territorialmente competente, il certificato di morte, la fotocopia della Carta di identità e la copia autentica del testamento.

Per quanto riguarda i contratti di locazione e le utenze, non è necessario fare nulla in quanto in automatico questi proseguono con gli eredi.

In tema di rapporti bancari, gli eredi dovranno contattare gli istituti di credito al fine di riconsegnare gli assegni e le carte utilizzate dal de cuius ed ottenere così la volturazione del conto a favore degli eredi.

Il conto corrente dopo la comunicazione del decesso verrà bloccato e, per lo sblocco, sarà necessario presentare il certificato di morte e copia autentica del testamento, qualora ci fosse.
Il mutuo dovrà essere accollato dagli eredi.

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